EINSTEIN CONTRO FORREST GUMP!

Chi vincerebbe in un ultra fra il genio della matematica e il romantico testone? Nessun dubbio: Forrest. E volete sapere perché? Perché è scemo. Non me ne vogliano i runners, adesso vi spiego il perché.

Dicono (dicono…) che siamo la forma di vita più intelligente sul pianeta e che questo sia un grossissimo vantaggio. In ogni campo dell’uomo tranne che, udite udite, nella corsa di resistenza. Quel meraviglioso strumento che abbiamo nella calotta, cosi perfetto e veloce, pieno di neuroni connessioni e che non si spegne mai neanche di notte, ha un grossissimo difetto: consuma come una centrale termica! Consuma fino all’80% di glicogeno e solo quello.

Caspita ma se pesa 3 kg abbondanti che cavolo vuole, che noi dobbiamo correre e il glicogeno ci serve nelle gambe? Serve a farci sopravvivere: “dai non andare lì, ma chi te lo fa fare, ma non stavi meglio a casa, non senti che caldo, non senti che freddo, dai fermati che sei stanco”  e altre mille robe che alla fine a forza di sentirle ti sembrano anche sensate! “Body and mind in connection” dicono gli esperti: concordo appieno; nella preparazione, nella scelta dell’obiettivo, nella logistica, a casa con gli allenamenti… ma una volta sulle gambe sarebbe bello poter fare come i PLAY MOBIL: vi ricordate che si poteva smontare la testa e cambiarla? Bhè qua sarebbe bello smontare la testa e lasciarla a casa, attivarla solo quando c’è un cambio di rotta da fare. In spedizione il team dei runners è separato dal team di supporto tranne che per una persona che si prende spesso tutte le colpe. Suo è il compito di decidere dove fare il campo, se serve acqua, se manca benza nel fuoristrada, nonostante sia il Runner team ad aver pianificato tutto a casa. Io so solo che devo correre fino alla sera: se in mezzo c’è bosco sabbia strada cross country cactus, se il cuoco ha litigato con la guida perché dopo 20 gg gomito a gomito ci sta, io non lo devo neanche sapere… ho già i miei problemi, e vengono tutti filtrati dal mitico Bob. Più info ho e più penso, più penso e più consumo. Nei momenti di crisi ci si prende per il culo fra di noi ma per il resto si sta in silenzio uno dietro l’altro. Silenzi lunghi ore, bellissimi, solo il rumore dei passi come il mitico Sam ragazzo del West, cervello spento e via.

Domenica scorsa durante il test per i partecipanti della ‘Riccione Livorno’ siamo partiti per percorso ignoto, senza acqua (può capitare di rimanere senz’acqua) e senza mangiare… alla ricerca della crisi perfetta! E quando c’è, ecco che arrivo, ti martello, ti rompo il cazzo e aggiungo il carico da 10 affinché sia più grossa possibile. Il trucco? Spegnere il cervello e andare avanti. E’ un allenamento come una ripetuta ma che vale molto di più quando si fanno migliaia di km in pochi giorni. Un’amica era in crisi nera, svuotata, coi pensieri a casa, si voleva fermare, ma cazzo le gambe giravano ancora, era solo il cervello che rompeva. I muscoli vanno a glicogeno, grassi, proteine, si autocannibalizza per farti andare avanti… il cervello, LUI, vuole solo il preziosissimo e limitato glicogeno.

Il trucco? Spegnere il cervello e andare avanti.Click To Tweet

Ricordo Pietro Trabucchi, psicologo sportivo, che durante l’edizione 0 del Tor des Geants testava gli atleti stanchi e privati dal sonno con dei test massimali di potenza alle gambe. Non perdevano 1 watt neanche a pagarlo, mentre il cervello diceva “non ce la faccio”. Anche nelle gare tanti atleti si presentano ai nastri di partenza già con le scorte dimezzate perché han pensato troppo alla gare durante la notte precedente. Problemi di carattere? No di “attitude” direi. La cura è sempre quella: fai gare finché non diventa routine e basta lamenti.

Quindi pensate bene a che gara o corsa volete fare… ma una volta che siete in ballo, ballate… fidatevi delle vostre gambe e ogni tanto mandate a cagare il comandante spendaccione che avete nella testa!

I km scorreranno veloci come il vento.

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