i2P “In my own way”, a modo mio.

Il tempo è stato clemente durante i giorni della spedizione, anzi di più! Abbiamo goduto di giornate quasi primaverili, con viste e paesaggi a perdita d’occhio grazie al cielo terso.

Il primo giorno in verità nulla lasciava presagire questo; la spedizione è partita sotto una fitta pioggerellina che ci ha visti arrivare al primo rifugio, Bugone, con gli indumenti inzuppati d’acqua. Ma la mia non vuole essere una mera narrazione dei fatti che ci hanno visti protagonisti, tutt’altro.

E’ passato qualche tempo ormai dalla spedizione Impossible to Possible sui monti Lariani, a cui ho avuto la fortuna di partecipare; ora a mente fredda posso coglierne i frutti e capire cosa ho saputo rendere mio!

Ero alla prima mia esperienza di questo tipo, il tempo in quei giorni è come se si fosse fermato. Sembrava aver raggiunto un ritmo molto diverso dal solito. Un ritmo molto più vicino a noi, una percezione data sicuramente dal fatto di essere lontani da tutto e tutti, dall’essere a contatto stretto con la natura, dall’essere scarsamente consapevoli di quello che ci poteva attendere unitamente alla coscienza di poter contare solo sulle nostre gambe… Tutto questo ha enfatizzato una meravigliosa nuova sensazione.

La confidenza raggiunta tra noi Youth Ambassador, mai si sarebbe potuta raggiungere senza la consapevolezza che malgrado i diversi gradi di preparazione ed esperienza, ci trovavamo tutti ad affrontare la stessa sfida.

L’osservazione e il godimento di tutto ciò che quotidianamente ci circondava, mi ha permesso di apprezzare ciò che porto più nel cuore di questa esperienza: innanzi tutto il silenzio della notte. Fuori dal rifugio, la notte vera, quella che non lascia spazio a nessuna luce, tranne quella di luna e stelle. Poi l’intesa disinteressata che è sorta tra noi partecipanti (e non solo) enfatizzata dalla condivisione di una stessa passione. Infine, perché no, le sane mangiate di pizzoccheri serali dopo un’intera giornata passata sulle gambe!

Posso affermare con assoluta certezza che i propositi di i2P, da me condivisi, sono stati pienamente raggiunti; le sensazioni provate alla fine della spedizione, quando camminando tra Como e Cernobbio lentamente si realizzava che tutto stava per finire, me le sento ancora dentro. Quello che resta è una dolce e pacata malinconia, la gioia di nuove amicizie, la consapevolezza che siamo capaci di grandi cose e che tali paesaggi incontaminati debbano essere fortemente difesi e preservati.

I pensieri volano veloci mentre le cime sono sempre più lontane e l’aliscafo ci porta alla prima cittadina…

Enrico Ceruti

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