A un palmo dai fiordi ghiacciati.

Nessuno ha detto che sarebbe stato facile…

Ed ora eccoci qua, al buio dentro la tenda, al riparo da un vento che ha congelato e indurito anche i sacco a pelo, ma soprattutto al riparo da incontri ravvicinati con la fauna locale. Come cala il buio dobbiamo scendere dalle bici e prepararci i rifugi; troppe mamme orso in giro e non vedendole arrivare potrebbe essere un problema! Eppure… quanto mi piacerebbe scorgere almeno in lontananza queste famigliole, osservare i loro giochi consapevole di essere assolutamente un ospite in questi posti incantati e unici al mondo, così fuori dal mondo!

Siamo ormai a metà strada di questa gelida traversata. L’andatura è stata rallentata dalla neve fresca e dal vento contro assassino; ma trattenersi un po’ più non è forse un privilegio anche questo? Passare a pochi passi da questi colossi, che chiamare montagne è strano, attraversare pedalando questo mare ghiacciato… drogarsi di questa natura così potente, sentirsi nulla e allo stesso tempo l’uomo più ricco al mondo, non è un grandissimo regalo? Quindi la fretta è relativa, il tempo è relativo. Come sempre comandano gli eventi estranei al nostro potere e alla nostra volontà. Ed io sono esattamente dove voglio essere, a fare ciò che ho sempre sognato.

Poi alla parte infernale del deserto, che quella l’ho sognata un po’ meno, ci penserò tra qualche giorno!

 

 

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