Arctic Extreme Gregoretti Stefano

Riflessioni finali… Arctic Extreme 2017

Anche questa bellissima avventura finisce pensando già a quella che verrà, cullando ancora per un po’ il ricordo delle cose viste e delle persone conosciute. Persone che fanno magica questa terra.

Tre zone differenti del Canada Artico percorse, tre modi di muoversi su ghiacci e nevi altissime. C’è sempre qualcosa da scoprire qui, soprattutto dentro sé stessi. Il silenzio della mente non si può provare da nessun’altra parte, neanche in un deserto caldo, perché il freddo è talmente brutale che il cervello non trova spazio per nessun pensiero, né bello né brutto. Vuoto assoluto. Spariscono pin dei cellulari, numero di carta di credito… ricordare il proprio numero di telefono diventa uno sforzo. Pensi a volti conosciuti ma focalizzarli diventa quasi impossibile; le immagini sono confuse, non ricordi i lineamenti, il suono della loro voce. Nulla. Il vento gelido porta via tutto. Può sembrare brutto, ma è allo stesso tempo devastante e ricaricante.

L’adrenalina quando senti il ghiaccio che si sta per rompere sotto di te e la consapevolezza che sei a centinaia di km dall’abitato più vicino, il sapere che non ci si può fermare, anche quando ci si vorrebbe arrendere ma semplicemente non si può. Ecco la paura è forse il pensiero dominante. Paura di sbagliare rotta nella tempesta, di perdersi, di cadere, di morire…

Ti chiedi mille volte perché sei lì mentre potresti stare in altri mille posti migliori e più a misura d’uomo, al caldo a mangiare qualcosa di buono, invece sei dove certi momenti proprio non vorresti essere. Poi capisci… i sensi si accendono, rivivi tutto, apri gli occhi e cerchi di prendere tutto quello che l’Artico ti insegna. A tenere anche quando non vuoi perché non hai alternative. Sai che ti servirà nella vita. Quando a casa le piccole e grandi difficoltà si presenteranno, sarà tutto più facile da risolvere. Se posso respirare, se posso uscire… vuol dire che tutto va o andrà bene e so che ogni cosa che dovrò affrontare sarà più facile, grazie alla capacità di “tenere” che ho imparato qua.

Mi sono sentito perso nel deserto bianco nel suo mese peggiore, quando tutto sembra buio e fermo. Un inferno per alcuni, un paradiso per me. Fortunato di averlo potuto fare ancora una volta. Anzi alla fine il passo rallenta perché vuoi farlo durare di più! Vuoi sentire ancora quel freddo, farlo entrare nelle ossa per portartene un po’ a casa… Portare a casa la paura, portare a casa il coraggio. “Il coraggio è la paura tenuta un minuto più a lungo”, ed i minuti qua sono tanti, sono ore, sono giorni. Non si può decidere quando farli terminare. Solo quando hai fatto! E se la tempesta ci mette lo zampino, non puoi far altro che rallentare fino a fermarti, fino a fare solo 15 km in un intero giorno per muoversi fra le morene dei ghiacciai. Pensare che a casa è cosi facile, questione di un’oretta e via.

Qua il tempo si dilata; ancora non distinguo i giorni. Lunedì, giovedì? Non importa, ancora non importa.
L’apoteosi dell’avventura poi è quando puoi condividerla, e condividerla con Ray Zahab vuol dire, per me, trovare la sintonia perfetta. Skills, abilità differenti che creano il team ideale in grado di muoversi con disinvoltura su ogni terreno, sempre con lo scherzo e la cazzata pronta a rompere la difficoltà del momento.
E del momento in cui è caduto nell’acqua gelida a 40 sotto zero, ricorderò sempre i suoi occhi terrorizzati mentre mi chiamava, poi appena uscito le migliori risate della vita! “Fuck! I’m still alive! I need a coffee!
Quando c’è vento sono io l’uomo che prende il comando davanti. Lo sappiamo già, facciamo prima così, sia in bici che a piedi è lui che segue. Io sento meno il vento perché la potenza è maggiore e quindi riusciamo a procedere più spediti; e poi a me piace vedere davanti senza nessuno che mi nasconde la vista. Quando invece c’è da tracciare una rotta fra morene e ghiaccio sottile, si mette davanti lui perché si muove con la disinvoltura di uno scoiattolo. Senza domandare e senza lamenti.

Tante volte mi chiedono, e me lo chiedevo anche io, perché una persona deve fare questo. Ho trovato che la risposta è molto semplice. Lo facciamo perché possiamo. I pesci nuotano perché possono, le scimmie arrampicano perché possono, l’uomo ha sete di queste cose qui, perché la Natura gli ha dato gli strumenti per poterlo fare!

Un GRAZIE sincero a tutti quelli che ci hanno seguito, che si sono emozionati guardando quel puntino sulla mappa della terra che si muoveva lentamente… ma si muoveva. Grazie a chi ha supportato un’idea, non un sogno, e ha potuto far sì che questa idea potesse nascere ed essere realizzata: Living sport di Max, Michele Montani di Azimut, Rudy Project, Garmin, Reggini Concessionaria, Universum Klub Palestre, Accapi, Correre Naturale.

A prestissimo,
Stefano

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Comments

  1. Sei un grande Stefano!! Una luce da seguire non solo nello sport!! Un’abbraccio a presto!! buon rientro!!!

  2. Letto, riletto, ririletto, riririletto, me lo leggerò tutte le volte che troverò un ostacolo difficile da superare.

  3. Grazie, grazie, grazie infinite per questo bellissimo racconto… emozionante esperienza di vita, un prezioso bagaglio da portare sempre con se stessi….

  4. parole magnifiche, benzina per vivere alla grande sport e vita quotidiana.
    Complimenti

  5. Bellissimo post!!!… stima e ammirazione, questa si che è fibra uomo!!!… A presto sul S.Bartolo

  6. E’ un paccato che sia finita, anche x noi che vi abbiamo seguito…in attesa di post e foto di questa avventura straordinaria! Spero di condividere un giro in mtb sul Sanba x saper altri dettagli di questo viaggio fantastico. Complimenti e grazie!

    1. Author

      Ciao. Non ho capito bene chi sei ma immagino romagnolo o marchigiano. Grazie comunque!

  7. Non solo è bello guardare le foto ed i video di questo viaggio ,ma anche leggere il racconto ti fa emozionare , ti viene voglia di andare lì di sentire con il corpo e con la mente le stesse sensazioni ,le paure ,il freddo ,la solitudine ,la stanchezza , di vedere con i proprio occhi lo spettacolo della natura .
    Insomma quasi quasi viene voglia di farlo questo viaggio in prima persona ,na queste cose le possono fare solo le persone dotate di un grande spirito ,di una grande testa,e di un grande coraggio ,come voi ….
    Un saluto ed un abbraccio .
    Grazia Barone

  8. Sei un grandissimo, complimenti… il bello di leggere i tuoi post è che traspare la passione x questo sport e ogni volta che leggo qualche tua avventura mi vien voglia di provarci… un passo alla volta tutto è possibile… ai tuoi livelli non credo molti possano arrivare ma l´importante è divertirsi… se magari fai l´orobie ultra trail sarebbe un onore conoscerti! Sei un mito!

  9. …e però adesso non vale…ho finito di leggere tutto d’un fiato…ed ero lì! C’ero anch’io! Ho sentito tutto. Il freddo, l’odiosissimo vento, le dita indurite dal gelo, la paura, l’ansia e il desiderio di andar via…ma soprattutto il grandissimo coraggio, la dedizione e l’impegno, un rispetto incredibile per il luogo che vi accoglieva ed una passione appassionante!!
    …E adesso, come quando finisci di leggere un bel libro, ci si sente un pò soli…
    Grazie per la splendida avventura che ci avete regalato. Ora ci toccherà aspettare il vostro prossimo ‘BEST SELLER’. 😘😘😘

    1. Author

      Grazie davvero Alessia. Credo non dovrai aspettare troppo tempo… 😉👍🏻

  10. Ho avuto modo di leggere solo ora. Penso che solo chi prova vive, e tu sai vivere e far accendere in chi legge il lume del desiderio e forse anche la consapevolezza di poterlo fare. Ci sono delle frasi scritte che fanno venire i brividi, ma ci sono soprattutto una trasparenza, un coraggio e una determinazione che confermano che sei un grande….runner, ultrarunner, ma soprattutto uomo.

    1. Author

      Ehilà Luca… Grazie delle tue parole. Ma quando ci vieni a trovare??

  11. Sono a Riccione con Daniele proprio questo week end, so che ancora non rientri purtroppo. Giá avevo chiesto di te per un giro insieme in bici o di corsa….comunque non mancherà occasione anche a breve credo!

  12. Stefano da quando corro ho iniziato a guardare tutto quello che mi circonda in modo diverso, riuscendo ad apprezzare anche piccoli dettagli …un fiore, un profumo diverso, una luce mai vista… è un po’ come aprire gli occhi per la prima volta e scoprire la meraviglia di tutto quello che ci circonda e che a volte …
    quando sei solo e corri magari all’alba sembra un regalo solo per te….

  13. ciao maestro, bellissime emozioni che sei riuscito a farci “vivere” in maniera virtuale..
    grazie per la leggerezza che ci hai donato come atleta, come esploratore e come uomo..
    a presto

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