Arctic Extreme - expedition Canada

25 gennaio / 27 febbraio 2017


Stefano Gregoretti e Ray Zahab hanno portato a termine un’ambiziosa spedizione, attraverso tre regioni distinte dell’Artico canadese. L’obiettivo è stato quello di attraversare ciascuna di queste regioni solo con la forza del proprio corpo, contando per ognuna su un diverso set di capacità e di preparazione.

Il viaggio li ha condotti attraverso oltre 1.000km sui ghiacci, dove le temperature possono scendere sotto i -50°C e il rischio di incontrare un tempo estremamente avverso è sempre in agguato. La grande resistenza richiesta, la difficile organizzazione logistica e le condizioni climatiche imprevedibili hanno fatto di questa spedizione la più sfidante che questi avventurieri abbiano mai intrapreso.


Di Corsa…

Per la prima tappa il team è partito dal più recente parco nazionale canadese. Situate nel nord del Labrador, le Torngats sono una delle più estreme e remote regioni artiche. Il team ha attraversato queste terre di corsa, trasportando tutto il necessario alla propria sopravvivenza. I venti forti, le temperature estreme e la neve accecante sono fattori che hanno inciso fortemente sul successo di questa prima fase.

…sugli Sci…

Il team si è diretto quindi verso Nunavut e ha attraversato questa regione dell’estremo Artico sugli scii, ancora una volta completamente senza supporto e in autosufficienza. Stefano e Ray hanno trasportato tutto il necessario, dalla tenda, al cibo, agli strumenti di comunicazione via satellite…sono stati davvero lasciati a loro stessi! Soli nell’inverno del nord, avvolti dal buio e da temperature estreme.

…e sulla Fat Bike!

Stefano e Ray hanno conservato la tappa più dura del loro viaggio per la fine. Si sono diretti verso i Territori del Nord-Ovest e utilizzando delle speciali fat bike con pneumatici chiodati hanno attraversato centinaia di chilometri lungo la Mackenzie Valley.

Durante tutte e tre le tappe, Stefano e Ray hanno condiviso le loro avventure con le scuole di tutto il mondo che li hanno potuti seguire in diretta attraverso il web e via satellite. In sostanza, la spedizione è arrivato fin dentro le aule e le classi hanno accompagnato i due lungo la spedizione, virtualmente, con l’obiettivo di utilizzare queste modalità di viaggio “a propulsione umana” per far toccare con mano e condividere le meraviglie che si celano nelle terre dell’Artico Canadese con migliaia di studenti in tutto il mondo.

Sponsor


Questa spedizione ha avuto il supporto di:







IL TEAM


The Arctic Extreme Expedition è stata svolta completamente in autosufficienza, in quanto Stefano e Ray hanno potuto contare solo sulla strumentazione e sull’equipaggiamento che hanno portato con loro per sopravvivere e completare ogni tappa della spedizione.


Ray Zahab: il compagno perfetto di tante avventure


Ray Zahab, canadese ultrarunner detentore di diversi record di traversata in giro per il mondo, trova in Stefano il compagno perfetto per portare avanti i suoi progetti ambiziosi sia come atleta che come fondatore di Impossible to Possible. Tra le imprese più note a livello internazionale, la traversata del Deserto del Sahara (2006): 7500 km in 110 giorni senza un giorno di riposo.
‘Running the Sahara’ divenne poi un docu-film prodotto dal famoso attore Matt Damon. Fu questo il primo messaggio della sua mission, portare la gente alla consapevolezza della grave crisi idrica del nord Africa. Da lì in poi, ogni viaggio, ogni record, ogni traversata, avrà come sfondo il desiderio di portare visibilità e fondi ai gravi squilibri ambientali della Terra; Polo Sud, Deserto del Gobi, Valle della Morte, Deserto di Atacama… Mille viaggi e avventure tra spedizioni individuali, in team, o con i giovani che ogni anno vengono scelti per prendere parte al progetto di i2P – impossible to Possible.

“Abbiamo un solo viaggio su questo pianeta. Una sola possibilità di fare qualcosa di meraviglioso nelle nostre vite. Il nostro obiettivo è raccontare e condividere quante più storie possibili, di popoli affascinanti e di esperienze meravigliose, attraverso tutto il pianeta.”