Tu chiamala se vuoi… escursione termica!

Eccomi a raccontarvi un po’ di queste incredibili giornate nel deserto. Che poi se per deserto si intende assoluta mancanza di vita vegetale e animale va bene… Ma ha una varietà così ampia e diversa di scorci, terreno, luci e atmosfere, che mi verrebbe più facile chiamarlo pianeta Atacama!

La cosa più impressionante è la variazione di temperatura e di aria. Stamattina un freddo che era una tenaglia (vabbè, come se mi fossi già dimenticato cosa vuol dire la parola Freddo…), 5 gradi sopra lo zero! Un sacrificio uscire dal sacco a pelo. Caffè, breefing ancora col giubbotto, infiliamo la divisa leggerissima da bici e ben convinti i manicotti. Tempo forse mezz’ora, trenta gradi! Pochi altri colpi di pedale, 50 gradi… manicotti praticamente sciolti senza avere il tempo di toglierli. Impressionante. Un calore sulla schiena che è una morsa; fino a che si pedala va anche bene, ti crei l’arietta, ma fermarsi è la fine. Ti cala addosso una morsa bollente da togliere il fiato.

Il “bello” poi arriva alle 4 del pomeriggio… Già dalle 2, puntualissimo, si alza giornalmente un vento caldo che ci rallenta tantissimo. Dopo due ore praticamente sui pedali spingi con l’ignoranza e basta, senza pensare tanto, anche perché è matematico che fino alle 20 non cala!

Comunque… i nostri 100/120 km al giorno siamo riusciti a portarli a casa sempre, e la meta è sempre più vicina. Già mi manca la vita del campo; il fuoco la sera, dormire senza tenda contando le stelle cadenti, camminare scalzo sul terreno, tecnologia ridotta al minimo e stare sempre fuori, circondato da questa natura immensa. Intanto mi godo gli ultimi giorni, con mezzo occhio già rivolto alla prossima sfida…

Arctic2atacama with Ray Zahab, Stefano Gregoretti, Jenny Segger Mountain biking across Atacama desert from the Peruvian border to Copiapo - 1200km

Arctic2atacama
with Ray Zahab, Stefano Gregoretti, Jenny Segger
Mountain biking across Atacama desert from the Peruvian border to Copiapo – 1200km

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